Pantelleria,”portaerei”protesa nel mare verso l’Africa. di Tommaso Aiello

Continuiamo il nostro lavoro,intrapreso due anni fa,e cioè quello di mettere in evidenza le eccellenze della nostra Sicilia .In questo caso si tratta di eccellenze “naturali”perché l’isola di Pantelleria è uno dei siti naturali più belli e affascinanti del mondo .Nonostante i  vari governi,regionali e nazionali,che si sono succeduti dall’Unità d’Italia ad oggi,non abbiano saputo o voluto far decollare la nostra isola che oggi patisce i mali peggiori:disoccupazione,corruzione,clientelismo,mafia e chi più ne ha,più ne metta,noi continuiamo ad amare la nostra terra,illusi che le cose prima o poi possano cambiare .Parleremo di un viaggio effettuato a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90 nell’isola di Pantelleria,di questa “portaerei” protesa nel mare verso l’Africa .Sorta nel mezzo del Canale di Sicilia,Pantelleria si offre agli amanti della vacanza marina,ancora oggi,in tutta la sua bellezza selvaggia,con le coste ricche di insenature e di punte,di cale e di grotte dominate da rocce scoscese .E per chi ama la pesca o la fotografia subacquea non c’è che l’imbarazzo della sclta:perché,nonostante il progressivo depauperamento,dovuto all’ingordigia e all’insipienza dell’uomo,il mare è ancora ricco di pesce,dalle cernie alle aragoste,dalle aricciole ai dentici;e il meraviglioso habitat dona ai fotografi visioni suggestive .Ma Pantelleria è anche uno dei regni della ricerca archeologica sottomarina,in quanto sul fondo del mare giacciono a decine i relitti di imbarcazioni antiche .Visitando Pantelleria si resta affascinati dalle bellezze naturali dell’isola e dalle testimonianze di  antiche civiltà .L’Arco dell’Elefante,la Balata dei Turchi,,la Martingana,lo specchio di Venere,affascinano il visitatore,ma altrettanto straordinarie sono le costruzioni megalitiche presenti nella zona di Mursia o di Cimillia,le cui origini ancora oggi restano,per molti aspetti,oscure .   

Sese Grande

Sese Grande(o Sese del Re)

                

Si tratta del più mastodontico e ancora in buono stato di conservazione,Il Sese Gigante o Sese del Re, che contiene dodici celle mortuarie disposte attorno al perimetro interno e convergenti verso il centro .Quello di Sesi è il capitolo enigmatico della storia di Pantelleria:un popolo misterioso dell’età neolitica forse giunto dalle coste libiche,che si rifugiò lungo l’impraticabile costa che guarda verso l’Africa,nella località Mursia .Questo popolo che viveva di caccia e dei frutti spontanei della terra non ebbero una scrittura,ma riuscirono a lasciare tracce della loro esistenza con un ciclopico muro di cinta e soprattutto con i loro monumenti funerari,chiamati appunto Sesi .E’ stato il grande archeologo Paolo Orsi che nel 1895 ha stabilito con certezza che si tratta di monumenti sepolcrali .Ce n’erano oltre 500,di questi singolari monumenti preistorici,che ricordano alla lontana i Nuraghi della Sardegna .Ma nel corso dei secoli le loro pietre vennero usate per la costruzione dei dammusi,le tipiche case pantesche,e oggi di Sesi non ce n’è che poche decine .

Pantelleria,un dammusu.

Pantelleria,un dammusu.

Le pietre dei Sesi,come si diceva,furono usate per erigere i dammusi,dai muri spessi e il tetto a cupola che serve sia a meglio raccogliere l’acqua piovana sia a mantenere fresco d’estate e caldo d’inverno il locale .Ancora la pietra protagonista dei “giardini”,muri rotondi eretti attorno agli alberi per difenderli dal vento .Nata dal mare,Pantelleria reca ben visibili i segni della sua creazione:la Montagna Grande,che tocca gli 836 metri di altitudine,avanzo di un cono vulcanico,e le 24 alture che sorgono attorno ad esso,le cuddie,antichi crateri .E della sua origine l’isola offre ancora oggi alcuni esempi ,pur trattandosi di manifestazioni vulcaniche minori .Come le favare,grandi getti di vapore acqueo che tocca quasi i 100 gradi,espulsi con fragore dai crepacci delle rocce;come i bagli asciutti o stufe,grotte naturali con emissione di vapore;come le sorgenti termali(caldarelle) che sgorgano in vari punti dell’isola con temperature che arrivano ai 70 gradi;o le mofette,esalazioni di anidride carbonica,o le buvire,pozze di acqua salmastra .

Pantelleria,Punta Spadillo

Pantelleria,Punta Spadillo

Attraverso scanalature il mare entra nella roccia andando a formare pozze salmastre(appunto buvire),come questa alla Punta Spadillo. Alimentato da sorgenti termali è l’unico laghetto azzurro,chiamato Lago di Venere,o Bagno dell’Acqua,

Pantelleria-Lago di Venere.

Pantelleria-Lago di Venere.

di circa mezzo chilometro di diametro,a due metri sopra il livello del mare,circondato da un orlo che ha una quota di circa 50 metri .Nelle sue acque si trovano fanghi solforosi a 40 gradi di temperatura,toccasana per reumatismi,artriti e malattie dell’apparato respiratorio. Gli Arabi che dominarono l’isola per 400 anni,hanno lasciato tracce incancellabili del loro passaggio.Già nel suo nome,poiché Pantelleria deriverebbe da Bent el Rhia,figlia del vento;e in quelli delle varie località,e in molta parte del dialetto,sino alle caratteristiche case  .Furono gli Arabi a trasformare il volto dell’isola mettendo a coltura ogni pezzo di terra .A Pantelleria cresce anche il lentisco,o stincu,le cui bacche figurano nell’antica monetazione dell’isola e hanno dato vita alla leggenda dei Lotofagi,i quali dal lentisco,a credere ad Omero,estraevano il vino che dava il dono dell’oblio .E non dobbiamo dimenticare che furono gli Arabi a introdurvi la coltivazione dello zibibbo .

Zibibbo di Pantelleria.

Zibibbo di Pantelleria.

C’è anche chi ha voluto identificare in Pantelleria l’isola di Ogigia che nel poema omerico vide per sette anni gli amori tra Ulisse e la ninfa Calipso;di più,ha anche “accertato” che l’antro in cui questi amori si intrecciarono altro non è  che la grotta di Sataria ancor oggi ricca di sorgenti termali .Certamente si tratta di leggende,ma gli abitanti di Pantelleria giurano che è conveniente entrare in questa grotta,perché oltre ad essere una delle bellezze di quest’isola,ne guadagna la salute .

Purtroppo dobbiamo registrare una notizia comparsa in questi giorni su un quotidiano siciliano e cioè che gli albergatori di Pantelleria lamentano un calo di presenze del 20° che sommato al 20° del 2012 porta a cifre che destano serie preoccupazioni. Oltre la crisi che tutti stiamo vivendo, bisogna osservare che il governo regionale nulla ha fatto per abbassare i costi di trasporto che frenano notevolmente i turisti. Basta pensare che da Milano a Pantelleria il costo del biglietto è di 770 Euro,cifra che permette addirittura di andare a New York. Un aspetto positivo invece è quello dell’incremento dell’affitto dei dammusi da parte dei turisti per trascorrere le loro vacanze in questa splendida isola.

A cura di Tommaso Aiello,saggista e studioso di etnoantropologia.

     

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2 risposte a Pantelleria,”portaerei”protesa nel mare verso l’Africa. di Tommaso Aiello

  1. tommasoaiello ha detto:

    Grazie dell’attenzione e complimenti per l’articolo, veramente completo e ricco di spunti. Auguri anche a te e un cordialissimo saluto.Luigi Mellina

  2. tommasoaiello ha detto:

    Caro Tommaso,
    Ho già letto il tuo articolo dal sito,lo trovo, come sempre, interessante che apre una finestra su una parte della nostra terra.
    Un abbraccio
    Luigi Licata

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